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30 Ottobre 2008 - UN NUOVO RUOLO PER LA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA
Il presidente di Iperal Tirelli: “Dobbiamo ridare il valore effettivo ai prodotti”

La corsa dei prezzi è iniziata l’anno scorso ed è stata inarrestabile. Gli aumenti su prodotti quali latte, uova, burro, pane, pasta, carne di vitello, fino al 45%, hanno comportato il rialzo dei prezzi di tutti i derivati. I consumatori se ne sono accorti e hanno premiato Iperal per le iniziative attivate: sconti, promozioni e offerte speciali hanno consentito alle famiglie di continuare ad acquistare i prodotti preferiti, senza doversi privare dei beni di prima necessità né delle prime scelte.
“Far fronte alla crisi si può – sottolinea il presidente del Gruppo Iperal Antonio Tirelli - la nostra azione: il ribasso. Stiamo diminuendo i nostri prezzi di vendita anticipando i reali abbassamenti da parte dei fornitori per tornare a dare il valore effettivo ai prodotti, contenendo gli effetti distorsivi delle speculazioni e tutelando il potere d'acquisto delle famiglie. Le esigenze sono cambiate e auspico che tutti i settori operino sinergicamente per ridare fiducia ai consumatori”.

La grande distribuzione rappresenta infatti il punto di arrivo di un processo organizzativo centralizzato del comparto del commercio. L'evoluzione di questo importante settore del terziario non riguarda soltanto la dimensione e la tipologia dei punti vendita, ma soprattutto il ruolo che la GDO ha assunto nei rapporti con i fornitori e con gli stessi consumatori che rende possibile l'attivazione di un'attenta politica commerciale capace di contribuire a contenere l'inflazione: la GDO registra un dato di inflazione alimentare del 2% inferiore rispetto alla media nazionale.

Iperal si è messo dalla parte dei consumatori, ha fatto i conti con loro, ha visto che le famiglie oggi fanno più fatica e ha agito optando per la convenienza, promuovendo un’azione di ribasso generalizzato rispetto ai prezzi di mercato che soltanto un’azienda affermata sul mercato, forte e organizzata, può attuare. I consumatori hanno riconosciuto l'impegno dell'azienda a tutela della loro capacità di spesa e la risposta è stata determinante e con sempre maggiore fiducia entrano nei punti vendita. Iperal oggi sta svolgendo una funzione di calmiere, offrendo il pane a 2,90 euro al chilo, contro i 3,40 richiesti dal mercato, e la pasta di semola Barilla a 1,39 euro al chilo, anziché 1,63. Un assortimento sempre maggiore di prodotti a prezzo contenuto, con i marchi dell'insegna Iperal in grado assicurare la qualità delle marche leader a oltre il 30% in meno.

Alle preoccupazioni dei consumatori, Iperal ha risposto con i fatti, nella logica più semplice, quella dei numeri. Un linguaggio universale: pane e pasta venduti a un prezzo inferiore del 15% rispetto ai costi di mercato. E promozioni e offerte speciali su centinaia di prodotti.  Iperal oggi più che mai vuole dimostrare la sua attenzione al consumatore, ripagandone la fiducia attraverso una comunicazione chiara e trasparente. L’obiettivo finale rimane la soddisfazione del cliente attuata proteggendo il potere d’acquisto delle famiglie e dei clienti fedeli, assecondando necessità e bisogni.

“Il nostro impegno – spiega Valter Vangelisti, direttore acquisti e mercati del Gruppo Iperal – è di riposizionare le principali categorie merceologiche. Per attuarlo effettuiamo un monitoraggio attento e costante sui prezzi di mercato di oltre 6.000 prodotti per definirli nell’ottica della massima convenienza per il consumatore. I prezzi dei nostri iperstore sono mediamente più bassi del 5% e quelli dei supermercati del Gruppo del 2% rispetto al mercato”. Una particolare attenzione viene prestata ai cosiddetti prodotti leader quali pane, pasta, latte e derivati, monitorati ogni 15 giorni.
“Nei carrelli trovano sempre più spazio i prodotti poveri, aumenta la pasta e diminuisce la carne. Ciò ci impone una sempre maggiore attenzione al potere d'acquisto del consumatore, ma non deve avvenire a scapito della qualità, per questo Iperal ha coniato lo slogan “QUALITA’ AL GIUSTO PREZZO”, declinandolo in particolare nel settore dei freschi - sottolinea Vangelisti –. Nel settore ortofrutta gli acquisti centralizzati direttamente dal produttore ci consentono di attuare una politica commerciale dove il prezzo è molto più conveniente di quello di mercato. La selezione dei fornitori, il controllo del prodotto direttamente presso l'azienda di produzione ci permettono di offrire al cliente frutta e verdura di qualità, sempre freschi tutti i giorni, a prezzi convenienti. La merce arriva ogni sera entro la mezzanotte presso il centro di Andalo Valtellino e il nostro lavoro comincia: dopo un attento controllo, frutta e verdura vengono distribuite durante la notte ai nostri punti vendita per essere esposte sui banchi il mattino. Iperal assicura qualità, servizio e convenienza rispettoso più che mai delle esigenze delle famiglie.

Dai campi alla tavola, dal grano alla pasta, dalla produzione agricola al consumo c’è un margine sufficiente per recuperare i costi, nonostante ciò, in questi ultimi mesi, si è assistito alla corsa all’insù dei prezzi che non si è mai arrestata in presenza di ribassi anche consistenti della materia prima. Oggi il grano costa come nel 1993, ma il consumatore non ne ha in alcun modo beneficiato. Le associazioni dei consumatori hanno denunciato proprio in queste settimane il comportamento ambiguo di grossisti e intermediari che hanno riversato sui consumatori le conseguenze della crisi congiunturale che stiamo attraversando. Ma c’è chi è andato oltre le prese di posizione e le proteste, agendo direttamente sui prezzi di vendita, anche a scapito dei propri margini di guadagno. E’ il caso di Iperal che, a partire dal 2005, ha contenuto il rincaro di oltre il 32% del prezzo medio della pasta entro il 10% rifiutandosi di sottostare alle regole imposte dalle aziende di produzione.  “Si tratta di beni di prima necessità che rappresentano la prima voce di spesa per le famiglie, soprattutto in un periodo difficile qual è quello che stiamo attraversando – spiega il presidente del Gruppo Iperal Antonio Tirelli –, per questo motivo abbiamo sempre prestato una particolare attenzione al prezzo della pasta, rinunciando anche ai nostri margini. Oggi vendiamo la pasta Barilla a 1,39 euro al chilo contro l’1,63 imposto dal mercato: circa il 15% in meno. E’ un segnale importante, la prova tangibile della nostra vicinanza alle famiglie che già si trovano costrette a rinunce a causa della riduzione progressiva del loro potere d’acquisto”. I consumatori vengono informati di questo consistente ribasso attraverso le brochure e i cartelli posizionati sugli scaffali che indicano a chiare lettere: PREZZO RIBASSATO. La riduzione praticata da Iperal sulla pasta ha consentito ai consumatori di non cambiare le abitudini e di continuare ad acquistare il marchio a cui sono più legati, senza che si assistesse a un significativo calo delle vendite. “Sostenere il mercato durante la crisi è fondamentale – sottolinea Valter Vangelisti, direttore acquisti e mercati del Gruppo Iperal –, perché soltanto facendo ripartire i consumi si potrà rivitalizzare l’intero ciclo economico, consentendo alle aziende di produrre. Ma in questo nostro intento come Grande Distribuzione Organizzata ci scontriamo con l’industria di marca che impone il prezzo, incurante dell’effetto che produrrà sui consumatori. Invece noi crediamo che questi ultimi debbano essere tutelati, senza essere costretti a cambiare le loro abitudini alimentari a causa della politica della grande industria. Noi, al contrario, misuriamo ogni giorno l’effetto dei rincari e cerchiamo di contrastarlo con operazioni mirate, affinché il peso della crisi non ricada tutto sui consumatori”.