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13 Novembre 2008 - PASTA AL GIUSTO PREZZO: IPERAL BLOCCA I RINCARI IMMOTIVATI
TIRELLI: “CONTENIAMO I MARGINI PER TUTELARE I NOSTRI CLIENTI”

Dai campi alla tavola, dal grano alla pasta, dalla produzione agricola al consumo c’è un margine sufficiente per recuperare i costi, nonostante ciò, in questi ultimi mesi, si è assistito alla corsa all’insù dei prezzi che non si è mai arrestata in presenza di ribassi anche consistenti della materia prima. Oggi il grano costa come nel 1993, ma il consumatore non ne ha in alcun modo beneficiato. Le associazioni dei consumatori hanno denunciato proprio in queste settimane il comportamento ambiguo di grossisti e intermediari che hanno riversato sui consumatori le conseguenze della crisi congiunturale che stiamo attraversando. Ma c’è chi è andato oltre le prese di posizione e le proteste, agendo direttamente sui prezzi di vendita, anche a scapito dei propri margini di guadagno. E’ il caso di Iperal che, a partire dal 2005, ha contenuto il rincaro di oltre il 32% del prezzo medio della pasta entro il 10% rifiutandosi di sottostare alle regole imposte dalle aziende di produzione.  “Si tratta di beni di prima necessità che rappresentano la prima voce di spesa per le famiglie, soprattutto in un periodo difficile qual è quello che stiamo attraversando – spiega il presidente del Gruppo Iperal Antonio Tirelli –, per questo motivo abbiamo sempre prestato una particolare attenzione al prezzo della pasta, rinunciando anche ai nostri margini. Oggi vendiamo la pasta Barilla a 1,39 euro al chilo contro l’1,63 imposto dal mercato: circa il 15% in meno. E’ un segnale importante, la prova tangibile della nostra vicinanza alle famiglie che già si trovano costrette a rinunce a causa della riduzione progressiva del loro potere d’acquisto”. I consumatori vengono informati di questo consistente ribasso attraverso le brochure e i cartelli posizionati sugli scaffali che indicano a chiare lettere: PREZZO RIBASSATO. La riduzione praticata da Iperal sulla pasta ha consentito ai consumatori di non cambiare le abitudini e di continuare ad acquistare il marchio a cui sono più legati, senza che si assistesse a un significativo calo delle vendite. “Sostenere il mercato durante la crisi è fondamentale – sottolinea Valter Vangelisti, direttore acquisti e mercati del Gruppo Iperal –, perché soltanto facendo ripartire i consumi si potrà rivitalizzare l’intero ciclo economico, consentendo alle aziende di produrre. Ma in questo nostro intento come Grande Distribuzione Organizzata ci scontriamo con l’industria di marca che impone il prezzo, incurante dell’effetto che produrrà sui consumatori. Invece noi crediamo che questi ultimi debbano essere tutelati, senza essere costretti a cambiare le loro abitudini alimentari a causa della politica della grande industria. Noi, al contrario, misuriamo ogni giorno l’effetto dei rincari e cerchiamo di contrastarlo con operazioni mirate, affinché il peso della crisi non ricada tutto sui consumatori”.